sabato, gennaio 07, 2006

Serie differenziata

Sono vasi fatti in stl semplicemente estrudendo una qualsiasi firma----che ne pensate?-------avanti con i commenti!!

giovedì, dicembre 15, 2005

TI AMO


Un pò di tempo fà ho lasciato un commento che faceva + o - così:

"Voglio un oggetto che mi conosca, mi ami, mi lasci per un'altro padrone e poi si rimetta con me...voglio piangere il suo riciclaggio...e poi... voglio re-inziare tutto da capo con la sua re-incarnazione."


Con ciò intendevo che......; con un oggetto voglio creare una storia..... e/o creare i presupposti (come designer) per fare nascere una storia...... Un sedia che arrossisca per un complimento.....che ti prenda in giro per un peto....o semplicemente fare in modo che.......; ogni volta che la usi.... cambi con te, cambi da sola, cambiate insieme.... finchè non diventa la tua sedia.......quindi metaforicamente il tuo amore...

martedì, dicembre 06, 2005

E' TEMPO DI.

Sono sudato. Sto correndo da circa 658547 ore e non ho certo intenzione di smettere. È bello, dopo poche ore il dolore svanisce, rimani da solo. L'acido lattico impregna muscoli e mente, sei in un limbo in cui vuoi rimanere. Ho visto/conosciuto/ballato/corso/parlato con gente e luoghi. Ma ora non ricordo. L'acido ha ormai coccolato ogni mia cellula celebrale nel suo tenero abbraccio . L'uomo è qualcosa di meravigliosamente duttile, basta crederci e sarà qualsiasi cosa.
Ora confesso. Mi piacerebbe smettere. Ma ormai è tardi, è dall'età di 7 anni che è tardi. Da quando ho iniziato a correre il rumore dei passi, veloci e ben ritmati, sono la colonna sonora della mia vita. Lo so, dovrei fermarmi, guardare quella ragazza, sorriderle. Pochi secondi e non c'è più. Negli occhi l'immagine è ancora nitida, la mente è pronta a sostituirla con il rimpianto. Sono vecchio, avrò almeno 18759546871 passi di età. Tutto è pronto, vedo la luce. Questo è il mio sacrificio contro il tempo.

???DESIGN IS NOT DEAD???

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate del nome del blog.....e secondo voi....perchè si chiama così?
Quali sarebbero state le vostre motivazioni nel chiamare un blog "design is not dead"?
Dai vostri commenti compilerò la sezione About del blog.

martedì, novembre 29, 2005

SIAMO PRIMITIVI

Ipotizzando un futuro in cui le emozioni vengono sostituite al cibo, quale piatto sarebbe più ricco? Spaghetti alla paura? Filetto all'amore? A mio parere bisogna fare leva su oggetti o forme universalmente riconosciute (su stereotipi?) dandogli nuova luce con interventi che dovranno rimanere i più semplici e comprensibili possibile.
Se invece non facessimo niente, ma facessimo tutto per far sapere a tutti che non facciamo niente.

sabato, novembre 19, 2005

EMO

Le emozioni sono sicuramente un buon punto di partenza.
A mio parere spesso gli oggetti in quanto tali sono già portatori di un certo tipo di senzazioni o immaginari (es. il tavolo è il luogo in cui: si mangia, si studia, si legge... quindi sopravvivenza e cultura). Se questo è vero come sarà il percorso metaprogettuale? Si potrebbe pensare di sfruttare queste senzazioni già presenti? Si potrebbe far leva su emozioni contrastanti, non codificate? Inoltre mi viene da pensare che non tutte le emozioni sono direttamente collegabili all'oggetto. A volte è decisamente più interessante studiare i meccanismi alla base della scelta di un oggetto piuttosto che un'altro. Alcuni esperimenti del neuroscienziato Antonio Damasio (su persone con danni al cervello che ne deterioravano il sistema emozionale), hanno palesato che la capacità di prendere decisioni non dipende esclusivamente dal pensiero logico, ma al contrario il sistema affettivo, ne fornisce un sostegno decisivo.

mercoledì, novembre 16, 2005

ok, ci sono.
da qualche parte bisognava cominciare... oggi si parlava di struttura delle emozioni, dell'oggetto "carino" e del meta pensiero che ci sta dietro. Ci sembrava tutto molto, anzi troppo costruito e codificato. Mi viene da pensare anche che ciò che chiamiamo istintivo e spontaneo può essere appreso e imparato , dimenticato e poi ritenerlo tale.
oh! io ho rotto il ghiaccio avanti senza remore...

giovedì, novembre 10, 2005

IDEA

Viaggio sulla mia Bentley rubata, il vestito è quello delle grandi occasioni. Sono le cinque e quaranta del mattino. Il piede mi fa ancora male e non riesco ad ingranare la terza marcia. Velocità di crociera 20 km/h. Intorno un lunghissimo viale di querce, il sole scopre i colori delle foglie e una donna che corre. E' vestita direttamente dal centro di sperimentazione e ricerca sui materiali della Nike e probabilmente il suo lettore mp3 trasmette i Refused a tutto volume. Quello sguardo mi segue attentamente, non capisco, mi sorride. Non penso abbia capito. Per fortuna ho in tasca i miei antidolorifici, 3 basteranno. Ora la velocità è di settantaquattro km/h. La destinazione è Londra. Non mangio da venticinque ore e quel bar mi sembra una buona idea. Entro e tutti mi fissano, ignoro ostentando superiorità. Ordino due birre e due panini. Approfitto della lunga attesa per studiare le reazioni degli individui che mi circondano, alcuni si parlano all'orecchio, altri bevono birra rumorosamente, la maggioranza ride di me. Non hanno capito e ciò mi conforta. Mangio, bevo e riparto.Ho finito le sigarette e il prossimo tabacchi è casa di Luana. Il suo cane è sempre più grasso ma lei non cambia mai, la trovo addormentata sul divano con il telecomando in mano, la tv parla di me.La sveglio dolcemente e le racconto tutto, finalmente sono me stesso. Mi da il suo aiuto e non fa domande. La nicotina mi entra nei polmoni e per qualche secondo mi sento bene.La abbraccio e riparto. Guido per cinque ore senza sosta e il sonno mi spinge su un campo coltivato a maggese. Il cartone che ho nel baule lo userò come materasso e come coperta. Cicloturisti e passanti manifestano il loro disappunto con commenti fuori luogo. Ora ricordo cosa vuol dire avere tredici anni. Mi sveglio e riparto.Ancora due ore e sarò a destinazione. Dopo soli venti minuti mi fermo a fare benzina, questa macchina non potrei mantenerla per più di una settimana. Scendo per sgranchirmi le gambe mentre il benzinaio sembra incuriosito dalle mie All-stars arancioni, non posso dargli torto. “Fammi il pieno buon uomo”, “certo signore”. Pago e riparto.E' andato tutto troppo bene, sono sotto casa di Jack. Suono, salgo le scale, entro, apro la ventiquattrore e gli consegno le 15 confezioni di phard come da accordo.Ricevo il denaro, saluto, scendo e riparto.

Lo so è un racconto, e il protagonista è il pensiero di progetto. Come una bolla: instabile, incerta, indefinibile, fragile, leggera, eterea e brillante, vola e si adatta al mondo. “Forme, oggetti, pensieri, momenti, colori, materiali, immagini, movimenti, situazioni, profumi, rumori, ricordi. L'io immateriale, instabile, incerto, indefinibile. Cosa sono? Nulla mi può identificare, sono il nulla, l'aria. L'io: enorme complesso mutevole.”Un pensiero mobile, che si adatta e muta di fronte ad ogni oggetto. Sempre alla ricerca di un idea, di un corto-circuito in grado di fargli assumere una forma. Lo stile che sia minimal o decò, non ha la minima importanza e allo stesso tempo è fondamentale. Ogni scelta è puramente funzionale all’idea. Storicamente si sono alternati pensieri e correnti di design che hanno lasciato ai posteri un enorme bagaglio culturale da cui attingere. Le idee vennero applicate al design con più o meno successo. Ora se ne ha la consapevolezza, i linguaggi sono maturati. L’arte è entrata prepotentemente nella nostra vita grazie al mondo della comunicazione. Ogni disciplina artistica è pronta ad essere compenetrata dalle altre, qualsiasi stile diventa fondamentale ed insignificante, il linguaggio è al sevizio dell’idea. In questo clima di estrema libertà creativa i progetti migliori sono proprio quelli in grado di richiamare al pubblico il maggior numero di relazioni e collegamenti mentali.
Andrea